Ettore Bocchia è un cuoco fenomenale. Ha un approccio tutto suo, letteralmente ossessionato da quella che chiama “essenza invisibile” dell’ingrediente. In modo più colloquiale: l’anima.
A cena al Mistral capita di trovare in tavola ingredienti di difficoltosa – a volte impossibile – reperibilità; altre volte referenze più normali ma ricercate nella categoria del meglio del meglio.
È un ristorante molto costoso, la cui addizione è giustificata dal luogo – la terrazza del Mistral aggetta sul più bel panorama di Bellagio, che è il più bel luogo di Lake Como – dalle incredibili composizioni nei piatti, sempre rifuggenti dallo spettacolo per esaltare proprio il contenuto, dal servizio lussureggiante, e dalla generale rievocazione del mito della Grand Table internazionale.
Poi scopri che ci puoi stare come nella migliore trattoria del mondo, senza assilli concettuali o defatiganti omelie. Certo non una tavola per tutte le sere – almeno per noi umani – ma come dicevano nella Roma Antica: semel in anno…